Davide Carlone
Storia
La storia della cantina Davide Carlone comincia tra i filari del nonno Carlo a Grignasco. Qui da ragazzo Davide passava i pomeriggi dopo la scuola ad ascoltare i racconti della vita contadina di inizio Novecento. Le radici della famiglia risalgono al 1880, ma è nel 1991 che Davide trasforma quel ricordo in un progetto: riportare la vigna sulle colline novaresi, un territorio dove dal dopoguerra la viticoltura era quasi scomparsa. Partito da 3.500 metri quadrati di vigna e affiancato dalla sorella Michela, ha firmato oltre 80 atti notarili. Così ha riunito appezzamenti divisi tra decine di proprietari, fino agli attuali 11 ettari.
Vigna
I vigneti della cantina Carlone si trovano tra i 380 e i 460 metri di altitudine ed esposti a sud e sud-ovest. Sono all'interno del Parco Naturale del Monte Fenera e del Sesia Val Grande Geopark, riconosciuto dall'UNESCO. Qui il suolo racconta un'eruzione di circa 300 milioni di anni fa: i terreni del Supervulcano della Valsesia sono ricchi di porfidi, poveri e minerali. Tra i filari si usano pali di castagno, legature in salice e concimi organici. I diserbanti sono banditi, l'erba si gestisce con lo sfalcio e i trattamenti si limitano a rame e zolfo. Su alcune parcelle sopravvive la Maggiorina, antico sistema di allevamento del Boca che non permette di usare macchine.
Vini
Le etichette Davide Carlone nascono soprattutto dal Nebbiolo, affiancato da Vespolina, Croatina ed Erbaluce, vitigni storici dell'Alto Piemonte. Le fermentazioni sono spontanee e, per il Nebbiolo, la macerazione sulle bucce dura circa un mese. Le espressioni della denominazione Boca maturano diciotto mesi in grandi botti di rovere ed escono non prima di tre anni dalla vendemmia. Nel calice emergono mineralità, note balsamiche e tannini fini, il segno del suolo vulcanico: un profilo premiato anche con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.



