Vini da Abbinare alla Grigliata di Carne
Vini da Abbinare alla Grigliata di Carne
La grigliata di carne è l'occasione per aprire le bottiglie migliori. La brace sviluppa note che esaltano la struttura dei grandi rossie la variazione tra tagli diversi, dalla costata al pollo, dalle salsicce alle costate di agnello, permette di costruire una progressione nel calice che trasforma il pasto in una vera degustazione. Ecco la selezione dei rossi che i nostri sommelier consigliano per la grigliata, dalle etichette quotidiane alle bottiglie da occasione speciale.
Rossi strutturati per la carne rossa alla brace
La costata, il controfiletto, il tomahawk: i tagli nobili richiedono vini di pari statura. La brace aggiunge note affumicate che si sposano con i tannini maturi dei grandi rossi, e la grassezza della carne ammorbidisce ulteriormente la struttura del vino, creando un equilibrio che in altri contesti sarebbe difficile da ottenere. La regola pratica è che più il taglio è grasso e intenso, più il vino può essere tannico e concentrato: i due elementi si compensano a vicenda, e i tannini che a tavola risulterebbero aggressivi diventano piacevoli e morbidi accanto alla carne alla brace. La reazione di Maillard che avviene sulla griglia crea note tostate e affumicate che dialogano in modo naturale con i vini affinati in legno.
Un Barolo o un Brunello di Montalcino sono le scelte di punta per le grigliate importanti: i loro tannini, ammorbiditi dalla lunga maturazione in bottiglia, trovano nella carne alla brace il contesto ideale per esprimersi. Un Sagrantino di Montefalco, con i suoi tannini possenti, regge anche i tagli più grassi senza cedere. Per chi cerca qualcosa di più immediato senza rinunciare alla qualità, un Primitivo di Manduria o un Nero d'Avola strutturato accompagnano la grigliata con calore e rotondità.
Un Malbec argentino di buona annata, con la sua morbidezza tannica e gli aromi di frutta nera, è l'alternativa internazionale più efficace per le grigliate più importanti, soprattutto con tagli sudamericani, soprattutto se si segue il metodo dell'asado. Un Aglianico del Vulture di buona annata, con i suoi tannini decisi e la sua freschezza vibrante, è un'eccellente scelta italiana per la grigliata di carne rossa: la sua struttura regge anche i tagli più grassi e il suo carattere meridionale si abbina bene alle preparazioni più rustiche. Un Taurasi è la scelta per le grigliate di livello superiore: la sua complessità e la sua longevità ne fanno uno dei rossi italiani più soddisfacenti accanto alla carne alla brace. Per le grigliate miste con tagli di diversa intensità, un Chianti Classico Gran Selezione è la scelta più versatile tra i grandi rossi italiani.
Dalla salsiccia al pollo: rossi più freschi
Per le parti della grigliata più delicate come salsiccia, pollo e verdure grigliate serve un rosso con meno struttura e più bevibilità, capace di reggere tutta la durata di una tavolata senza stancare il palato. Un Chianti Classico di buona annata, con la sua freschezza e i sentori di frutta rossa, si adatta bene a tutta la varietà di una grigliata mista. Un Cerasuolo d'Abruzzo o un Montepulciano fresco reggono una grigliata estiva senza appesantire.
Un Frappato siciliano, leggero e floreale, è una scelta originale e convincente per il pollo e le verdure grigliate, soprattutto nelle serate estive in cui si cerca qualcosa di fresco e beverino. Un Grignolino d'Asti, sottile, con tannini presenti ma eleganti e una nota tannica quasi speziata, è una scelta piemontese poco conosciuta che funziona bene con le salsicce alla brace e le costine di maiale, grazie alla sua dinamicità e alla sua bevibilità.
Un Bardolino fresco del Lago di Garda, leggero e con aromi di ciliegia e pepe, accompagna le grigliate estive informali con grande piacevolezza, soprattutto servito leggermente fresco intorno ai 16°C. Un Schiava dell'Alto Adige, delicata e con tannini quasi impercettibili, è la scelta per chi vuole un rosso leggerissimo accanto al pollo grigliato o alle verdure. Per le grigliate di pesce, la direzione cambia radicalmente: un Vermentino o un rosato sapido sono la scelta più corretta, mentre i rossi strutturati vanno evitati perché entrano in conflitto con le note iodate del pesce





























